Il concetto di cultura e i prodotti culturali

Alessandro

Questo articolo rappresenta un paragrafo della tesi, in corso di stesura, di Alessandro Zilio, provvisoriamente intitolata “USER GENERATED CONTENT: L’impatto del web 2.0 e della produzione collaborativa sulle industrie culturali.

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1.1.1.      Il concetto di cultura ed i prodotti culturali

Nel paragrafo precedente,  si è affermato come l’aggettivo “culturale” si riferisca ad una sfera immateriale e, in particolare a concetti quali conoscenza, creatività, creazione artistica, conservazione e diffusione della memoria collettiva. Nel tempo e nei diversi ambiti di ricerca, tuttavia, il concetto di cultura è stato, di volta in volta, declinato secondo le più diverse definizioni. Per circoscrivere e chiarire il perimetro della presente ricerca, è necessario, tuttavia stabilire, il significato che d’ora in poi verrà attribuito al termine.

In questa tesi, con cultura, si intenderà il concetto derivante dal confronto di due definizioni convergenti. La prima è quella proposta da Rispoli, il quale, nell’ambito del corso di “Management Strategico delle Organizzazioni Culturali” presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia[1], nel definire l’aggettivo “culturale”, identifica la cultura come il “complesso delle cognizioni, delle tradizioni (linguistiche, filosofiche, scientifiche, letterarie, artistiche), dei procedimenti tecnici, dei comportamenti, trasmessi e usati sistematicamente e caratteristici di un particolare gruppo sociale di individui (nazione, popolo)”. La seconda, avanzata da Williams, il quale definisce la cultura come “sistema significante attraverso il quale (sebbene in concomitanza con altri mezzi) un sistema sociale viene trasmesso, riprodotto, sperimentato e esplorato[2]. La proposta di entrambe le definizioni non è pleonastica, bensì necessaria a delimitare efficacemente il concetto di prodotto culturale. Infatti, se si tentasse di ricavare il significato del termine esclusivamente dalla prima definizione, accostando al concetto di cultura quello di prodotto, inteso come manufatto, si otterrebbe una definizione poco significativa. Si rischierebbe, infatti, da un lato ,di escludere i prodotti culturali immateriali[3], dall’altro di comprendere praticamente ogni prodotto creato dall’uomo, dal momento che la funzione e l’aspetto di  ognuno di essi è determinato dalla cultura in cui viene ideato e realizzato. L’impasse può essere superato adattando la definizione proposta da Hesmondhalgh, secondo cui i prodotti culturali, che egli identifica con il nome collettivo di testi[4], corrispondono a prodotti portatori di significati socialmente condivisi, creati attraverso un’attività di comunicazione con un audience[5]. In tal modo, si focalizza l’attenzione sulla funzione di trasmissione di un messaggio simbolico la quale, pur potenzialmente presente anche in prodotti aventi una precisa utilità pratica, è prevalente nei prodotti culturali. Questi ultimi, al contrario, sono  tali proprio in virtù di tale prevalenza, anche qualora siano in grado, in via residuale, di svolgere anche una funzione pratica.[6]


[1] Rispoli 2005, appunti per la didattica, p.4.

[2] Williams 1983, p. 21, inciso dell’autore.

[3] Con il concetto parziale di manufatto.

[4] L’opportunità di utilizzare il termine “testo” per identificare i diversi prodotti culturali sarà giustificata al paragrafo 1.1.5..

[5] Cfr. Hesmondhalg 2007, pag. 13-14.

[6] Il concetto di testo/prodotto culturale e le implicazioni derivanti dalle sue peculiarità, sarà ampiamente discusso sub 1.1.5.

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