nov 21 2009

Le industrie culturali: Un fenomeno complesso in cerca di definizione

Alessandro

Questo articolo rappresenta un paragrafo della tesi, in corso di stesura, di Alessandro Zilio, provvisoriamente intitolata “USER GENERATED CONTENT: L’impatto del web 2.0 e della produzione collaborativa sulle industrie culturali.

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Capitolo 1

  1. Le industrie culturali

1.1.       Un fenomeno complesso in cerca di definizione

Qualsiasi indagine su un fenomeno non può prescindere dal fissare alcuni capisaldi, sui quali ancorare le ipotesi di partenza e da cui sviluppare le relative tesi. Tali capisaldi minimi sono rappresentanti, nella maggior parte dei casi, dalla definizione del termine che identifica il fenomeno, da un’analisi, più o meno breve, dell’evoluzione storica dello stesso e, infine dall’individuazione degli ambiti in cui esso esercita la propria influenza ed in cui è oggetto di studio.

Nel caso delle “industrie culturali”, termine che sarà preferito al singolare “industria culturale” per motivi che saranno chiariti nel corso del presente lavoro, tale attività propedeutica è quanto mai complicata.

I motivi sono evidenti già dal termine stesso. Se il sostantivo “industria” suggerisce un ambito di ricerca economico, legato al profitto e alla produzione su larga scala, mediante tecniche non artigianali,  l’aggettivo “culturale”, come si vedrà nel successivo paragrafo, si collega a concetti immateriali, legati alla diffusione della conoscenza, della creatività, della creazione artistica e della memoria collettiva. In realtà, gli ambiti che emergono da un approccio puramente lessicale al termine sono solo alcuni tra i tanti toccati dalle industrie culturali e che emergeranno nel corso di questa ricerca.

Un’ulteriore complicazione è rappresentata dal fatto che il termine “industria culturale[1],  nasce successivamente sia alle origini del fenomeno cui si riferisce, sia ad una prima fase di maturità del fenomeno stesso. Inoltre, nonostante esso sia ormai ampiamente diffuso nell’uso comune, non è universalmente accettato dagli studiosi delle diverse aree che se ne occupano. Come ogni fenomeno che si manifesta nel contemporaneo, infine, il concetto di industria culturale è un fenomeno vivo, non cristallizzato, che continua ad evolversi e a coinvolgere aspetti sempre nuovi.

Per tali motivi, in questo lavoro, appare opportuno evitare una rigida separazione tra l’analisi dell’evoluzione storica dell’industria culturale e quella delle diverse definizioni proposte per illustrarlo. Al contrario, salva la necessità di definire preventivamente i concetti di cultura e di prodotto culturale, si seguirà un approccio cronologico, in cui le diverse definizioni saranno rapportate al contesto di riferimento.


[1] Si farà momentaneamente riferimento al singolare del termine.

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ago 25 2009

L’evoluzione del manifesto artistico

Alessandro

Il manifesto per Madama Butterfly

“L’origine del manifesto pubblicitario moderno, inteso come pannello rimovibile adibito alla reclamizzazione di un prodotto, di una marca, ma anche di un evento o di un’istituzione, mediante l’utilizzo di immagini e testo gradevoli ed esteticamente attraenti, risale senza dubbio alla seconda metà del XIX secolo. Le precedenti forme di comunicazione pubblicitaria, indubbiamente, anticipano alcune delle caratteristiche del manifesto moderno, ma solo nel fermento artistico della Francia cosmopolita dell’800 si fisseranno alcuni caratteri che caratterizzeranno il cartellone pubblicitario e la comunicazione commerciale fino ai giorni nostri. Questo breve saggio intende, dopo un breve excursus sui media pubblicitari ante‐litteram, analizzare l’evoluzione del manifesto pubblicitario, confrontandola costantemente con la parallela evoluzione della cultura, della società, della tecnica e della committenza. A conclusione del lavoro si intende dimostrare come, dai primi anni ’60 del secolo scorso, il manifesto sia stato affiancato e, in molti casi, soppiantato, da mezzi di comunicazione moderna. Si constaterà, in particolare, come la grafica, protagonista delle prime affiches ceda definitivamente il passo alla fotografia, ma si concluderà dimostrando come, grazie a figure d’artista complesse e complete come Armando Testa, il manifesto abbia la possibilità di rivivere una nuova stimolante giovinezza. Conclude il lavoro un’appendice dedicata ad una breve analisi dell’evoluzione del manifesto nella strategia di comunicazione della Campari, una delle prime aziende italiane ad intuire le potenzialità della comunicazione pubblicitaria e del manifesto in particolare, testimoniata dall’eccezionale successo a livello internazionale.”

Nato come esercitazione per l’esame di Storia dei Mercati Artistici presso il Corso di Laurea Specialistica in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali presso l‘Università Ca’ Foscari di Venezia, il saggio, a firma del sottoscritto viene reso disponibile per il download sotto licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.

L’ Evoluzione del manifesto artistico – scarica il file (PDF)

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